lunedì 4 giugno 2012

Proprio una pecora nera!

Controtendenza, sempre!!!
Non è tanto un motto, quanto uno stile di vita radicato, ormai, per me. Non me lo sono imposta, non lo faccio apposta. Non sono una di quelle persone che fanno le "alternative" per forza a tutti i costi. Anzi.... mi stanno pure sulle palle quelli che si atteggiano ad anticonformisti e poi, sotto sotto, sono le persone più banali e scontate del mondo. Ma poi cosa è banale? cosa è scontato? Alla fine sono solo etichette. Ed io odio le etichette. Fatto sta che, ancora una volta mi trovo ad aver fatto delle scelte decisamente fuori tendenza rispetto al momento, alla situazione sociale, a quello che volete...
Si parla sempre di crisi. Crisi sociale, crisi lavorativa, crisi economica, crisi delle famiglie, dei sentimenti, dello stile di vita ecc. Cambiano le priorità. La gente sta cominciando a chiedersi fino a che punto sia lecito essere schiavi del materialismo. Ovvio che per mangiare bisogna avere un introito! ma da qui a dire vivo solo per lavorare e permettermi un sacco di oggetti che definiscono il mio status sociale, ne passa!
Io sto rinunciando a tutto questo per amor mio. Per amore di me stessa. Mi sono licenziata. Non so se definirmi più pazza o più incosciente. Forse entrambe le definizioni vanno bene. O forse sono arrivata alla conclusione che preferisco star bene e star serena piuttosto che  angosciarmi ogni giorno in attesa che cambi. Sono sempre stata dell'idea che le cose cambiano solo se si agisce. Bisogna darsi da fare e non aspettare che ti piova un'occasione dal cielo. Certo, la fortuna è una componente fondamentale, ma sono convinta che la fortuna non esista. Le cose ti arrivano, i cambiamenti arrivano, le persone, le occasioni, arrivano quando tu sei pronto ad accettarle nella tua vita, quando ne hai più bisogno. Ma bisogna saperle cogliere, le occasioni. Mi sono sempre adattata ad ogni tipo di lavoro: dal più umile a quello più ambizioso che una persona "non studiata" possa aspirare. Ho sempre dato il massimo in ambito lavorativo perchè, per mia fortuna, sono una che si appassiona al proprio lavoro, che sia pulire i cessi o vendere oggetti di lusso. Ogni lavoro, se fatto con umiltà ed amore, è un lavoro nobile!
Ho preso questa drastica decisione quando ho cominciato ad avere attacchi di panico al lavoro. Non ne avevo mai sofferto prima. Ed è proprio per questo mio carattere che ho cominciato a star male. Ci tenevo troppo a "far bene" e non riuscivo a farlo e la cosa mi angosciava. Non sto qui ad elencare comunque la situazione che avevo in quel posto e la disonestà della mia ex datrice di lavoro (ancora non avevo in mano il mio contratto di assunzione dopo 9 mesi!). Ho visto piangere donne di quasi 60 anni per come venivano trattate li dentro. Ho vissuto la loro ansia nel pensare: "sono intrappolata qui fino all'età della pensione, se in pensione ci arriverò mai!". INTRAPPOLATA!
E dove sta l'amore per il proprio lavoro? Erano partite tutte (come me) con le più buone intenzioni. Ma quando non ti mettono nelle condizioni di far bene il tuo lavoro, diventa frustrante anche fare una cosa che ti piace. Non facevo un lavoro complicato, ma ce lo rendevano difficile. Se mettevi una cosa a destra, il giorno dopo la volevano a sinistra ed il giorno dopo ancora, in centro. A che scopo? Perchè se si lavora gomito a gomito bisogna farsi lo sgambetto a vicenda? Non si può lavorare aiutandosi e collaborando tra colleghe o tra operaie e titolari, in questo caso di gestione familiare? Che senso ha farsi i dispetti? bisogna essere proprio delle frustrate per mettere i bastoni tra le ruote a tutti sul posto di lavoro. Io la chiamo "la sindrome del potere del metroquadro". E' quando una persona ha delle grosse frustrazioni nelle sua vita privata e cerca una rivalsa sul lavoro. Avesse, che ne so, un avanzamento di carriera, degli incentivi sulla cattiveria... invece lo fa solo per ripicca nei confronti della vita. Deve trovare un colpevole alle sua "sfighe" ed allora si vendica su colleghe  e/o titolari. Squallido.
Mi sono ripresa il mio tempo, la mia vita. Ovvio che in tempi di crisi in cui viviamo, non sarà semplice trovare un altro lavoro in regola. Ma nel frattempo mi sono data da fare ed ora faccio la COLF. Ho, per fortuna, trovato un paio di famiglie che hanno bisogno della donna delle pulizie e per ora mi arrangio così. Mi basta sopravvivere e non pesare sull'economia dei miei genitori pensionati. Porterò pazienza per un po. Ma sono un'inguaribile ottimista e so che qualcosa salterà fuori, prima o poi.
Io mi do da fare e cerco di raccimolare qualche soldo con dei lavoretti saltuari, intanto. D'altronde si sa come'è il proverbio: AIUTATI CHE IL CIEL TI AIUTA!!!
E... io speriamo che me la cavo (cit.). Resto fedele a me stessa e continuo a dichiararmi Pecora Nera.

3 commenti:

  1. Ma le pecore nere non identiifcano qualcosa di diverso? Per me qualcosa di diverso in tutti i sensi, anche quelli buoni, sopratutto quelli. Lo so che per la quasi totalità della gente è esattamente il contrario. Ammiro il tuo coraggio, proprio in questi tempi grigi. Secondo me il nero ti dona!

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  2. Beh sei coraggiosa. Credo che il coraggio venga sempre premiato, anche se a volte conviene un po' resistere alle intemperie esterne.

    In bocca al lupo per tutto.

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